Bacino del Liri e i fondi strutturali europei
I PRUSST
(Programmi di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile nel territorio ) , approvato con D.M. dell'8/10/98, intende favorire il rilancio dello sviluppo locale attraverso la realizzazione di progetti basati sulla concertazione pubblico-privata.Come è noto questo nuovo strumento sta rappresentando una delle vie privilegiate per utilizzare le risorse finanziarie comunitarie che saranno disponibili nella nuova fase di programmazione dei fondi strutturali che interesserà il periodo 2000-2006.
Le Finalità possono essere identificate nel realizzare, adeguare o completare infrastrutture e/o attrezzature sia di rete che puntuali in grado di promuovere e orientare lo sviluppo economico-produttivo
Realizzare un sistema integrato di iniziative volte a favorire nuovi insediamenti industriali, commerciali, artigianali e turistico-alberghieri, ovvero ad ampliare quelli esistenti
I Prusst possono riguardare ambiti territoriali sub-regionali, provinciali, intercomunali o comunali individuati sulla base delle caratteristiche fisiche, morfologiche, produttive e socio-economiche il più possibile omogenee
Il Prusst può, quindi, consentire di aggiungere risorse agli interventi di un patto territoriale ma può anche estenderne l’operatività al di fuori delle zone interessate dagli Obiettivi 1,2 e 5b, posto che tale strumento opera indifferentemente su tutto il territorio nazionale.
I soggetti promotori, che presentano le richieste di finanziamento, sono i Comuni singoli o associati oppure le Province e le Regioni, previa intesa con i Comuni interessati.
Tutta l’area da Anagni a Cassino è una realtà cresciuta in modo anche caotico e spesso anche al di fuori degli strumenti urbanistici, che tuttavia testimonia di una notevole vitalità economica della zona dovuta in gran parte alla sua collocazione sulla direttrice autostradale Roma – Napoli.
Possiamo identificare tali insediamenti nelle sub-aree (Anagni-Frosinone, Cassino, Sora-Isola Liri) sia come tipologia produttiva che come capitali insediativi.
Ognuna affronta diverse soluzioni di rilancio, ma comunemente hanno alcune problematiche infrastrutturali che riguardano essenzialmente una necessità di aumento di servizi alle industrie, indispensabili per un’industria caratterizzata da forte diversificazione.
I collegamenti trasversali con l’area tirrenica ed in particolare con il porto di Gaeta, i collegamenti interregionali con Abruzzo e Campania e Molise, sono una risposta significativa nel tentativo di incentivare uno sviluppo più capillare dell’attività industriale, non più basato sui soli grandi insediamenti di capitali esterni, come nell’area del Frusinate, ma stimolando la nascita di industrie medio-piccole e di servizio, sul modello del tessuto più antico presente a Sora-Isola Liri.
Su questo schema si pone il Programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile nel territorio denominato "Medio Bacino del Liri" comprendente 31 Comuni, con il Comune di Sora Capofila (con 25 Comuni localizzati nella Provincia di Frosinone, 3 Comuni localizzati nella provincia di Latina e 3 Comuni localizzati nella provincia dell'Aquila.).
Gli interventi inclusi nel PRUSST, sono rappresentati dalla titolazione data al Programma: "Assetto organizzativo e trasformazioni sostenibili del sistema infrastrutturale dell'area omogenea "Medio bacino del Liri" a supporto dello sviluppo integrato delle attività turistiche e produttive del territorio nell'ambito del Sistema sub-regionale delle relazioni interne incentrate sulla direttrice trasversale Sora-Ceprano-Fondi."
Le attività previste sono poi attuate attraverso una strutturazione per 7 aree tematiche:
Si tratta di realizzazione di percorsi pedonali e/o ciclabili realizzabili fra l'altro con la completa realizzazione del Parco Fluviale del Liri, del Fibreno e del Sacco, con particolare riferimento ai Comuni di Isola del Liri, Castelliri, Fontana Liri e Posta Fibreno.
Sono interventi previsti nel centro storico di Alvito, Arpino, Posta Fibreno, Rocca d'Arce, Pastena, S.Giovanni Incarico; aree archeologiche di Broccostella; il recupero dei castelli di Alvito, di Vicalvi e di Pico; le mura di Santopadre e la Rocca di Sora; il recupero del convento di S.Domenico a Fondi da destinare a sede universitaria.
Quale esempio economico e della modificazione strutturale intervenuta può essere utile citare in Isola del Liri il recupero delle aree industriali dismesse attraverso le opere della c.d. "grande progettualità".
Si riferiscono ad interventi relativi agli spazi museali ed espositivi di Alvito, Broccostella, Fontechiari, Isola del Liri; Centri sportivi polifunzionali di Broccostella, Casalattico, Castelliri e Ceprano; il Parco attrezzato con servizi pubblici e privati di Sora ed altre iniziative diffuse.
Si ricomprendono tutti gli interventi, prevalentemente di iniziativa pubblica, a carattere irifrastrutturale . Si fa riferimento a tutte le opere già programmate in sede provinciale e regionale (vedi la direttrice Sora/Ceprano Fondi), la bretella tra la provinciale DiversivoAcquachiara e l'intersezione Fondi/Ceprano), tutti gli itinerari carrabili o ciclabili e pedonali di rilevante importanza turistico-panoramica .
Basti citare le piste programmate sul fiume Fibreno e lungo il Liri, con annesse opere di infrastrutture.
Sono previsti in tale ambito parcheggi per pulman presso l'autostazione di Sora.
ISi fa riferimento ad interventi nelle aree di maggiore strutturazione: Broccostella, Ceprano e Pastena propongono l'urbanizzazione e la realizzazione concertata di impianti a basso impatto ambientale e con la massima concertazione pubblico privato.
Altro relatore espone molto più ampiamente tale progettualità.
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Il programma si articola in 264 progetti, per un totale di oltre 870 miliardi e per il 40% si riferisce ad interventi privati.
Il PRUSST permette di stimare immediatamente, sui dati in nostro possesso una ricaduta in termini occupazionali in circa 5000 nuova addetti quali posti di lavoro temporanei, legati alla realizzazione delle opere e tenendo conto degli effetti moltiplicatori sull'indotto, ed oltre 5700 posti stabili, legati ad interventi di recupero ambientale , sul turismo e tempo libero.
Fondi strutturali
La sfida oggi si svolge sulla scala della globalizzazione dei mercati ed in particolare nell’ambito della unificazione economica europea; è su questa scala che le imprese devono cercare la loro proiezione e contemporaneamente vanno create le condizioni per attrarre capitali esterni sulla base di convenienza relativa ai singoli bacini locali.
Il problema si pone non soltanto per l’impresa privata, che per sua natura si mostra più disponibile alla formazione di capitali che fuoriescono dai tradizionali canali di finanziamento, quanto per i progetti di grande interesse ed impegno collettivo nei quali impegnare le Istituzioni.
Il caso delle infrastrutture per sostenere lo sviluppo è tipico di questa problematica e vede necessariamente la Regione come attore istituzionale principale.
Il problema, pertanto è verificare se i progetti modali, le grandi proposte infrastrutturali che la Regione con i suoi strumenti di Programmazione e Pianificazione propone, sono realmente pensati in questa prospettiva: quella della creazione di un ambiente socio-economico ed insediativo come fattore di competitività internazionale.
In questa visione del territorio le grandi aree naturali protette, con le coste e il sistema idrografico, le aree urbane e produttive, agricole ed industriali, con le infrastrutture vanno considerate "risorse" del territorio da salvaguardare, valorizzare e mettere a sistema.
Al di là delle omogeneità territoriali, costituite dall’appartenenza al contesto appenninico, già oggetto di un progetto di valorizzazione ambientale e culturale europeo (A.P.E.), fra Lazio, Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo esistono connessioni e possibilità di integrazioni a livello economico che possono sperare di trovare concretezza soltanto sulla base di progetti infrastruttuali unitari.
In ordine alla formazione della cosiddetta "Macroarea" (definita nel Convegno di Orvieto del ’97 fra le 5 Regioni dell’Italia Centrale), va fatta un’ultima considerazione.
Le regioni centrali si trovano strette fra un Nord che, pur con considerevoli problemi, risulta ben inserito nel contesto all’Europa centrale e per il quale non sarà difficile, sulla base di progetti concreti, reperire risorse finanziarie sia sul mercato interno che internazionale, ed un Sud povero di infrastrutture, ma che proprio per questo, come scelta nazionale, dovrà essere oggetto di investimenti e trasferimenti di capitali.
Di conseguenza, quella che corre il rischio di rimanere scoperta è la Regione Centrale se non trova la forza di predisporre progetti e strategie che la rendano autenticamente competitiva e vantaggiosa nelle attrazione di risorse nel mercato estero ed interno.
Questo sforzo, che non riguarda soltanto le infrastrutture, ma investe l’intero sistema, non può essere fatto da una singola Regione, ma da un insieme di Regioni in grado di concepire un progetto integrato e di porsi come una vasta area organizzata, per una competizione economica di scala internazionale.
Ben possono il Lazio e l’Abruzzo tendere a tale integrazione.
Dall’Annuario redatto dall’ISTAT osserviamo la complementarità di taluni indici.
In particolare il Lazio ha 449.000 ettari di montagna contro i 700.000 ettari dell’Abruzzo.
Di contro il Lazio dispone di 929.000 ettari di pianura contro il valore nullo dell’Abruzzo.
Di conseguenza tutti gli altri rapporti ed indicatori economici
Ed ecco quindi che facilmente si possono delineare sviluppi economici differenti legate alle diverse tipologie offerte dall’intervento Europeo. Da un lato il settore piu’ indirizzato al settore agro-turistico-ambientale, dall’altro uno sviluppo piu’ legato ad aspetti produttivi e viari.
Nella convinzione che sia necessario continuare a perseguire la coesione economica e sociale, al fine di evitare che solo le regioni meglio posizionate beneficino del mercato unico aumentando in tale modo le disparità tra le regioni, l'Unione Europea ha intensificato l'impegno di risorse messe a disposizione dei fondi strutturali.
Le risorse impegnate, passando da 60,3 miliardi di ECU, relativi al quadriennio 1989-1993 a 141,4 miliardi di ECU (1,2% del PNL delle Comunità) per il nuovo periodo di programmazione 1994-1999, hanno rappresentato circa un terzo del bilancio comunitario e dimostrano quanto i fondi strutturali rappresentino lo strumento privilegiato di solidarietà intracomunitaria.
I fondi strutturali svolgono questo ruolo chiave nell'ottica del riequilibro regionale intervenendo in tre grandi settori:
I Fondi strutturali sono 4:
Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR): istituito dal reg.CEE n.724/74 mira alla correzione degli squilibri regionali, all'adeguamento delle regioni in ritardo di sviluppo ed alla riconversione delle regioni industriali;
Fondo Europeo Agricolo di Orientamento e Garanzia (FEOGA): istituito dal reg.729/70 mira all'ammodernamento delle strutture agrarie nelle aree ob.5a ed allo sviluppo agricolo delle regioni nelle aree ob.5b e ob.1;
Fondo Sociale Europeo (FSE): ha come campo d'azione la formazione professionale ed il miglioramento delle opportunità di occupazione;
Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca (SFOP): Ristrutturazione del settore pesca
Le riforme dei fondi strutturali attuate nel 1988 e nel 1993, condizionando il funzionamento dei fondi, hanno sottolineato alcuni principi ispiratori così sinteticamente riassumibili:
Attraverso i fondi strutturali l'agevolazione alle imprese viene quindi erogata per mezzo dell'azione concertata di più soggetti istituzionali, secondo una pluralità di modalità di intervento e conformemente a diversi obiettivi e diverse aree geografiche.
Gli obiettivi che la Unione Europea si pone attraverso l'azione concertata dei diversi fondi strutturali, oltre alla coesione economica e sociale del Mercato Unico volta a ridurre i divari fra le regioni della Unione Europea, sono specificatamente 5:
5a) accelerando l'adeguamento delle strutture agrarie nell'ambito della riforma della politica agricola comune;
5b) agevolando lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle zone rurali
Gli obiettivi si concentrano quindi su tre aree geografiche di intervento (ob.1, ob.2, e ob.5b) e su tre tematiche di intervento (ob.3, ob.4, e ob.5a).
L'Unione Europea interviene sui progetti, con sovvenzioni e prestiti, con un tasso di copertura dell'investimento in funzione delle seguenti considerazioni relative agli ambiti regionali:
In funzione dei criteri considerati vengono fissati i parametri massimi di copertura del costo complessivo del progetto e i parametri minimi di copertura della partecipazione delle autorità pubbliche al del progetto